Martedì, 05 Agosto 2025 09:36

VIOLENZA DOMESTICA: I QUATTRO ASSI - CdT

Opinione di Franco Denti, Presidente OMCT
 

Oggi il Ticino dispone di un piano d’azione cantonale contro la violenza domestica che mette in rete ospedali, studi medici, polizia, autorità di protezione e servizi sociali, garantendo alle vittime un sostegno competente e sicuro.

Fino a pochi anni fa, la situazione era molto diversa. Fino al 2018, la legge sanitaria cantonale imponeva ai medici l’obbligo di segnalazione automatica alla polizia dei casi di sospetta violenza domestica riscontrata nell’esercizio della professione.

Questo automatismo, applicato in modo sistematico negli ospedali, portava a denunce d’ufficio e spesso dissuadeva le vittime dal cercare aiuto medico, temendo conseguenze giudiziarie immediate.

L’Ordine dei Medici ha promosso un ricorso fino al Tribunale federale, che ha permesso di abolire questo obbligo automatico, ritenuto illegale, restituendo ai professionisti sanitari la possibilità di offrire una presa a carico competente, rispettosa della volontà delle persone e in linea con il segreto medico.

Questo cambiamento di paradigma, indotto dalla decisione del Tribunale federale, ha portato il Cantone a elaborare un piano d’azione cantonale dove le vittime trovano in ospedale personale formato, protocolli ospedalieri conformi e una consulenza specializzata.

All’inizio il nostro ricorso fu percepito come una difesa corporativa del segreto medico. In realtà, il nostro obiettivo era uno solo: garantire un contesto sicuro e competente in cui le vittime potessero essere curate e accompagnate verso percorsi di uscita dalla violenza.

Anche una recente pubblicazione sulla Schweizerische Juristen Zeitung (SJZ, agosto 2025), firmata dal Dr. iur. Luca Oberholzer, ha confermato che la sentenza del Tribunale federale (BGE 147 I 354) relativa al caso ticinese rappresenta un precedente paradigmatico a tutela del segreto professionale medico e della fiducia nel rapporto di cura.

La rete integrata di protezione e sostegno: chi si reca in un pronto soccorso ticinese trova personale formato a riconoscere e trattare i casi di violenza domestica, protocolli specifici di intervento e un ambiente sicuro in cui ricevere ascolto e protezione.

Affrancato il segreto professionale, resta aperta la questione dell’obbligo di segnalazione per le direzioni amministrative (ospedali, cliniche, case per anziani, ecc..) che era già prevista nella revisione della LSAN del 2017, ma che il tribunale federale aveva annullato per un problema formale e non sostanziale.

Il Piano d’azione cantonale, avviato nel 2021, si basa su quattro assi:

1) Prevenzione, con corsi di formazione per medici, infermieri, pediatri e psichiatri, e campagne di sensibilizzazione.

2) Protezione delle vittime, con protocolli ospedalieri uniformi, servizi di supporto psicologico e strutture protette attive 24/7.

3) Perseguimento degli autori, con il rafforzamento della collaborazione tra polizia, magistratura e servizi sociali, e l’introduzione della sorveglianza elettronica.

4) Politiche coordinate, grazie a un gruppo cantonale di accompagnamento che riunisce tutti gli attori coinvolti, compresa la società civile.