Direi che la colpa è:
1) Dei politici a Berna, che hanno dormito per anni (EFAS entrerà in vigore solo nel 2028, quando la mozione che l’ha proposto è del 2009), non hanno pensato alle conseguenze sul finanziamento delle spese del trasferimento di cure dallo stazionario all’ambulatoriale. Infine, hanno reso assolutamente non trasparente - e pertanto, inaccettabile - il calcolo dell’adeguamento del premio medio per l’anno successivo.
2) Del Consiglio di Stato e soprattutto del Parlamento, che nelle passate Pianificazioni ospedaliere cantonali hanno privilegiato interessi locali-regionali a difesa del proprio ospedale, piuttosto che fornire ai cittadini-pazienti una cura di qualità a costi più sostenibili. Dall’introduzione della LAMal nel 1996, il Ticino registra costi sanitari (e premi) del 25% superiori alla media nazionale. Se un 10% può essere giustificato per la maggiore anzianità della popolazione ticinese e dall’immigrazione interna, bisogna urgentemente ridurre quel 15% in più, dettato da un’offerta sanitaria molto capillare e diffusa sul territorio, iniziando proprio dagli ospedali e dalle cliniche che, grazie al progresso della medicina, tecnico e tecnologico, si stanno svuotando a favore di interventi meno invasivi e ambulatoriali.
Non fare nulla, significa essere complici di un sistema che va riformato radicalmente e che non tutela gli interessi dei cittadini-pazienti assicurati.
1) Dei politici a Berna, che hanno dormito per anni (EFAS entrerà in vigore solo nel 2028, quando la mozione che l’ha proposto è del 2009), non hanno pensato alle conseguenze sul finanziamento delle spese del trasferimento di cure dallo stazionario all’ambulatoriale. Infine, hanno reso assolutamente non trasparente - e pertanto, inaccettabile - il calcolo dell’adeguamento del premio medio per l’anno successivo.
2) Del Consiglio di Stato e soprattutto del Parlamento, che nelle passate Pianificazioni ospedaliere cantonali hanno privilegiato interessi locali-regionali a difesa del proprio ospedale, piuttosto che fornire ai cittadini-pazienti una cura di qualità a costi più sostenibili. Dall’introduzione della LAMal nel 1996, il Ticino registra costi sanitari (e premi) del 25% superiori alla media nazionale. Se un 10% può essere giustificato per la maggiore anzianità della popolazione ticinese e dall’immigrazione interna, bisogna urgentemente ridurre quel 15% in più, dettato da un’offerta sanitaria molto capillare e diffusa sul territorio, iniziando proprio dagli ospedali e dalle cliniche che, grazie al progresso della medicina, tecnico e tecnologico, si stanno svuotando a favore di interventi meno invasivi e ambulatoriali.
Non fare nulla, significa essere complici di un sistema che va riformato radicalmente e che non tutela gli interessi dei cittadini-pazienti assicurati.
Dr. med. Franco Denti, Presidente OMCT