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Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici: «Le decisioni sono tardive, ora però c’è maggiore ottimismo per il futuro»
 
Il mondo sanitario ticinese ha accolto positivamente le nuove restrizioni imposte dal Consiglio federale. Della serie: era ora. I numerosi appelli dei medici degli scorsi giorni sono dunque stati ascoltati. All’orizzonte, tuttavia, preoccupano le varianti del virus. Varianti molto più contagiose, e dunque pericolose per l’impatto che potrebbero avere sulle strutture ospedaliere, da mesi al limite in termini di letti e personale. «Spiace solo che Berna sia intervenuta tardivamente rispetto ad altri Paesi» commenta Franco Denti, presidente dell’Ordine dei medici del cantone. «È quindi un momento triste per la Svizzera e per il nostro cantone. Pensavamo di essere diversi dagli altri, e invece il coronavirus ci ha presentato il conto. Ricordo che la Germania ha imposto un lockdown simile al nostro già a dicembre. La Confederazione arriva dunque con un mese di ritardo». Anche se tardive, Denti saluta comunque con soddisfazione le nuove misure decise delle autorità federali. «Dal punto di vista sanitario il futuro ora può essere guardato con maggiore speranza, le chiusure – simili a quelle adottate da Ginevra in novembre – aiuteranno» sostiene. «Un’altra speranza arriva dal vaccino: in Ticino assisteremo a un’accelerazione nelle prossime settimane, e questo non può che portare ulteriore ottimismo». La Confederazione non ha comunque optato per un lockdown totale: molti settori economici sono stati ad esempio risparmiati. «Le attività produttive rimangono aperte e dal mio punto di vista ci può stare» spiega Denti. «In generale le misure annunciate, così come l’arrivo dei vaccini, costituiscono un grande passo in avanti verso la sconfitta della pandemia. Soprattutto, permettono al mondo della sanità di vedere un futuro un po’ più roseo». Sullo sfondo, tuttavia, rimangono parecchi timori. Come visto, le varianti del virus potrebbero rapidamente cambiare le carte in tavola. «Rappresentano delle grandi incognite» conclude Denti. «Ciò che sta succedendo nel canton Berna (a Wengen in particolare, ndr) deve servirci da monito. I casi della nuova variante raddoppiano praticamente ogni giorno».