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Il Presidente dell'Ordine dei medici Ticino: "Una riflessione preparatoria alla visita medica, è positiva, in quanto aiuta il paziente a definire meglio i propri sintomi"
 
Secondo una recente statistica europea pubblicata dall’Ufficio Federale di sanità pubblica, gli svizzeri sono al quarto posto (preceduti solo da Paesi Bassi, Finlandia e Danimarca) per cercare su internet informazioni sulla propria salute.
C’è da preoccuparsi per gli effetti nefasti delle cosiddette fake news e della informazione imprecisa e superficiale accessibile sul web? In realtà, la mia lunga esperienza di medico, mi fa ben sperare. Se è vero che sempre più persone si rivolgono al cosiddetto “Dr. Google” per interpretare i sintomi della propria malattia, è altrettanto vero che il ricorso ai medici non diminuisce.

Questo per due ragioni.
La prima è perché la salute è per tutti il bene più prezioso e quando la situazione si fa seria, i più preferiscono affidarsi a professionisti accreditati, con alle spalle una formazione accademica di base di 8-10 anni e una vita intera di aggiornamento continuo.
 
La seconda perché in quanto essere umano, ciascuno di noi, soprattutto quando non si sente bene, ha più che mai il bisogno del confronto e del conforto di un altro essere umano.

L’importante è che il paziente non si intestardisca a vedere confermata la propria autodiagnosi. Ciò premesso, una riflessione preparatoria alla visita medica, è positiva, in quanto aiuta il paziente a definire meglio i propri sintomi e a designare correttamente le parti del corpo interessate.
Quando un paziente si presenta da me, sia che lo dichiari o meno, capisco subito se prima di venire all’appuntamento si è informato online, dal linguaggio più o meno tecnico, più o meno appropriato che utilizza.

Così come è organizzata adesso l’informazione digitale, non dà alcuna garanzia di certezza e di classificazione attendibile delle informazioni secondo il grado di attendibilità. Internet offre un accesso alle informazioni indifferenziato e privo di filtri.

È per questo che finché si tratta della dieta o di piccoli disturbi, si tende a fidarci del web, ma appena veniamo toccati sul vivo, corriamo dal medico.

Quasi due secoli orsono quel grande scrittore danese che è Hans Christian Andersen, lo aveva già capito, quando narrava la fiaba dell’usignolo meccanico di un Imperatore cinese.

Questo miracolo della tecnologia di punta, fa strabiliare la corte e la spinge a “rottamare” il volatile in piume e ossa che rallegrava le giornate dell’imperatore con la sua compagnia. Tutto fila liscio, sino a quando le condizioni di salute del monarca si fanno preoccupanti.

L’unico rimedio efficace per mantenere in vita l’imperatore sarà proprio riportare al capezzale del letto di morte l’uccellino vero, che lo rianimerà con la sua vicinanza calorosa e l’armoniosità del suo canto naturale.

Franco Denti, Presidente dell'Ordine dei medici Ticino