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Franco Denti: «È un importante passo avanti per tutti, migliorerà anche la qualità delle cure»
 
Ci sono voluti più di tre anni di lavoro, ma dopo tanta attesa ieri la nuova struttura tariffale per il settore ambulatoriale Tardoc, che dovrebbe sostituire il Tarmed in vigore dal 2004, è stata trasmessa al Consiglio federale per l’approvazione.
La sua entrata in vigore è prevista per il 2021. Il progetto è stato elaborato dall’organizzazione congiunta ats-atm, fondata dall’associazione degli assicuratori malattia Curafutura, dall’associazione professionale dei medici svizzeri (FMH) e dalla Commissione delle tariffe mediche. La nuova struttura tariffale si è resa necessaria, scrive ats-atm, in particolare per tener conto «dello stato attuale della medicina». In parole povere Tardoc, a differenza dell’attuale Tarmed, secondo i promotori sarà al passo con i tempi.
Ma non solo, come ci spiega il presidente dell’Ordine dei medici del Canton Ticino Franco Denti: «È stato un lavoro lungo e complesso, ma il progetto presentato è un grande passo avanti». In che modo Tardoc potrebbe migliorare
il lavoro dei medici? «Sicuramente offre un sistema molto più semplificato, ma sopratutto tiene conto di tutti i passi avanti fatti dalla medicina dal 2004 a oggi. Uno dei suoi punti di forza, inoltre, riguarda il fatto che la sua struttura tariffale potrà essere adeguata di anno in anno, mentre quella del Tardmed è statica. Sarà più dinamico».
Quali potrebbero essere, invece, le conseguenze per i pazienti? «Io spero che per il paziente ci sarà un miglioramento della qualità delle cure. E il Tardoc lo permette, ad esempio, perché con il nuovo tariffario gli specialisti potranno discutere i risultati delle analisi direttamente con il paziente, senza passare dal medico generalista. È positivo perché permette di al paziente e allo specialista di avere tra loro un contatto immediato e diretto.
A mio modo di vedere, sarà proprio il paziente a guadagnare di più da questa nuova struttura tariffale. Ma non è finita, anche perché Santésuisse si è tirata fuori, e anche tra FMH e Curafutura esistono divergenze. Le resistenze
saranno tante, però questo è un passo avanti importante per i medici e per i cittadini». Proprio Santésuisse ha precisato che anch’essa, assieme a «H+» (associazione che rappresenta gli ospedali svizzeri), presenterà un suo
progetto perché il Tardoc potrebbe comportare «costi supplementari dai 2 ai 3 miliardi, non rispettando così la neutralità dei costi» prevista per legge.