TICINO / È nata SMaRTi, organizzazione no profit dei medici di famiglia – Fra gli obiettivi previsti c’è anche la creazione di modelli assicurativi innovativi con sconti sui premi – Denti: «Si tratta di un unicum in Svizzera»
Ci sono novità nel panorama dell’offerta sanitaria ticinese. Sotto l’egida dell’Istituto di Medicina di Famiglia dell’Università della Svizzera italiana (USIIMF), diretto dal prof. Luca Gabutti, è stata costituita SMaRTi, una rete no profit che si vuole distinguere dai modelli di managed care già presenti sul territorio. L’organizzazione è sostenuta anche dalle principali istituzioni e associazioni di diritto pubblico, fra cui OMCT e ATIMEF. Potenzialmente si rivolge a un bacino di oltre trecento medici di famiglia e pediatri. «L’obiettivo è creare uno strumento stabile e condiviso capace di dare continuità ai principi della campagna cantonale “Scegliere con cura”, promossa dal DSS», spiega Franco Denti, advisor dell’Istituto di Medicina di Famiglia e presidente dell’Ordine. «La rete di medici di famiglia si propone di promuovere cure appropriate, di elevata qualità, centrate sul paziente, fondate sulla responsabilità condivisa tra medico e paziente nelle decisioni di cura e orientate alla sostenibilità del sistema sanitario ticinese». Un sistema, puntualizza Denti, chiamato ad affrontare sfide sempre più importanti: in primis la crescente pressione sui costi della salute e la necessità di garantire il ricambio generazionale dei medici di famiglia. SMaRTi si propone di essere una rete innovativa e unica nel suo genere. Al lancio del progetto che si distingue per la natura associativa senza scopo di lucro, hanno preso parte una ventina di medici. La rete sarà governata secondo principi partecipativi, di trasparenza, di indipendenza e responsabilità verso i propri membri, i pazienti e il sistema sanitario. Le risorse disponibili saranno integralmente reinvestite nello sviluppo della qualità, della formazione, della ricerca dell’USI-IMF, dell’innovazione e dei servizi destinati ai pazienti e ai medici aderenti. A gestire il tutto sarà l’Istituto di Medicina di Famiglia dell’USI. «Il fatto di appoggiarci a un istituto universitario è garanzia di qualità e ricerca », aggiunge Denti, che intravvede anche la possibilità di studiare sinergie con l’Ente ospedaliero cantonale.
Due in particolare gli obiettivi, spiega Denti. Creare una rete aperta a tutti i medici di famiglia e a tutti i pazienti, capace di favorire il coordinamento delle cure, la formazione dei futuri medici di famiglia, la ricerca clinica e l’innovazione digitale e organizzativa. Inoltre, sviluppare, in collaborazione con gli assicuratori malattia, modelli assicurativi innovativi che consentano di coniugare una presa a carico di elevata qualità con una gestione più efficace delle risorse sanitarie.
La missione è trasferire ai cittadini i benefici di tale modello attraverso i più alti sconti possibili sui premi di assicurazione malattia consentiti dalla legislazione federale, rendendo la medicina appropriata vantaggiosa non solo per il sistema sanitario, ma anche per i cittadini pazienti. La proposta è stata trasmessa agli assicuratori, affinché la considerino nella loro offerta per i premi del 2027, che saranno pubblicati a fine settembre. L’intento è di riuscire a ottenere ribassi dell’ordine del 20% rispetto al modello standard. Il progetto ha già ottenuto il sostegno di prio.swiss, l’organizzazione mantello degli assicuratori. «Anche l’idea che un’organizzazione più efficiente possa tradursi in premi di cassa malati più bassi è una sfida assolutamente da raccogliere» afferma Denti.
gi.ga.
